recensione FEAR 2: Project Origin

FEAR 2: Project Origin

FEAR 2 Project Origin è il secondo capitolo dei FEAR, ed infatti all’inizio del gioco, rivivi gli utimi atti del precedente capitolo da differenti punti di vista, sia per collegare i due capitoli che per avere una visuale a 360° di ciò che è successo fino alla fuga di Alma, una ragazzina dotata di spaventosi poteri, che accecata dall’ira e dal desiderio di vendetta, sfoga la sua rabbia contro la città di Auburn.

In FEAR 2 Project Origin, tu sei Michael Becket, un giovane che fa parte della Squadra Speciale, inviata alla sede della Armacham Technology Corporation con il compito di catturare la responsabile del progetto Alma e cioè Genevieve Aristide.

Una delle differenze dalla passata edizione di FEAR è l’ampiamento dell’area di giochi, che in FEAR 2 Project Origin è molto più ampia e piena di insidie, ma anche di oggetti utili per una probabile copertura dal fuoco nemico, sparsi qua e la, in modo da darti la possiblità di studiare tattiche differenti, ed inoltre, puoi rallentare il tempo in caso di estrema emergenza per puntare e colpire i tuoi bersagli “con più calma” grazie ai riflessi potenziati di Michael.

Anche la varietà di nemici inseriti è un punto forte di FEAR 2 Project Origin, perciò ti troverai davanti dal semplice militare alle creature mostruose create dell’energia negativa di Alma, che dispongono di un’intelligenza artificiale propria, di comportamenti realistici molto più marcati del primo FEAR, ed inoltre tutto ciò che vedi sullo schermo, si rovina e si distrugge in base ai colpi che subisce, tutto ciò per far sembrare il videogioco ancora più realistico!

Pubblicazione: Warner Bros. Interactive Entertainment
Sviluppo: Monolith Productions
Piattaforma: PlayStation 3, Xbox 360, Pc
Uscita: 13 febbraio 2009
Genere: Sparatutto