mercoledì 24 giugno 2009

Videogiochi 4 di 25


Storia dei Videogiochi Parte 4 di 25

Space Invaders era l'espressione digitale di un'epoca buia, ma il Giappone ha sempre avuto un debole per i personaggi più teneri, come Pac-Man (nato da una pizza!!). Tohru Iwatani era un giovane designer della Namco, un'azienda nipponica di videogiochi, e, quando creò la prima super-star nella storia dei videogiochi all'inizio degli anni '80, era già chiaro che i videogiochi e le forme di vita virtuali da essi creati erano destinati ad avere un futuro. Stava nascendo un mondo nuovo, che non influiva solo sui giocatori ma anche sui creatori degli stessi videogiochi.

Era un periodo di grandi affari e la Atari non ne rimase immune, Bushnell vendette la compagnia alla Warner Communication, e anche sotto la nuova gestione i cervelli della Atari continuavano a spingere sempre più avanti la tecnologia ed iniziarono quindi a lavorare alla prima console della compagnia, la Atari Dcs, poi ribattezzata Atari 2600 , che, dopo aver acquistato il brevetto di Space Invaders dalla Taito, divenne uno dei doni di natale più ambiti.

La Atari guadagnò 100 milioni di $ per ogni suo titolo, ma il nuovo ambiente aziendale della Atari stava lentamente schiacciando le fondamenta artistiche sulle quali era stata costruita la compagnia, fino a che 4 dei suoi migliori programmatori decisero di andarsene e mettersi per conto loro, creando l'Activision. La Atari pensava che essendo il pesce più grosso in un mare capitalista, sarebbe stata capace di continuare ad accumulare entrate, sembrava che la sua crescita finanziaria non dovesse finire mai.

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